Cattedrale

La Chiesa di San Lorenzo sorse nell’antico quartiere Palazzo, nel sito occupato fin dal 1102 dalla cappella di San Giorgio, patrono dei Genovesi, nonché accanto al loro consolato. Si ricorda che già nel sec. XI i Genovesi erano presenti nella nostra città ed esercitavano il commercio, usufruendo dello scalo portuale locale, che era uno dei più importanti di tutto il bacino del Mediterraneo. Nel 1820 re Giacomo d’Aragona dispose la divisione del quartiere Palazzo in due ulteriori quartieri, chiamati l’uno San Francesco e l’altro San Lorenzo, dal nome della chiesa che già preesisteva.

Le fonti documentarie ci informano che già nel 1421 San Lorenzo fu Cappellania. Nel 1433 re Alfonso il Magnanimo cacciò i Genovesi dalla città e l’anno dopo eresse a Parrocchia San Lorenzo.

Con le prebende delle ricche famiglie trapanesi, furono edificate le cappelle interne alla chiesa e prima fra tutte nel 1434 quella in onore di S. Stefano per opera della famiglia Vento, che ne ottenne lo ius patronatus.

La Chiesa venne col tempo ristrutturata e ingrandita. Nel 1602 i parroci ottennero il permesso dal vescovado di Mazara del Vallo, alla cui giurisdizione apparteneva San Lorenzo, di vendere alcune case di proprietà, per sovvenzionare il restauro non più procrastinabile, giacché l’edificio rischiava da un momento all’altro di crollare. Nel 1603, anche con l’ausilio delle elemosine del popolo, iniziarono i lavori di costruzione dell’abside.

Quest’opera di ampliamento continuò nel 1639, quando il parroco pro-tempore chiese ai Genovesi di poter acquistare alcune case di loro proprietà, adiacenti alla chiesa. Questi cedettero lo spazio in questione a condizione di poter collocare in una cappella della chiesa un quadro raffigurante San Giorgio. Allora si è provveduto a dare l’odierna sistemazione a tre navate per colonne e cupola, secondo il progetto dell’architetto messinese P. Bonaventura Certo. L’opera architettonica della Chiesa venne però compiuta a distanza di un secolo nel 1740, dall’architetto parroco trapanese Don Giovanni Biagio Amico. Infatti, l’arch. Amico fece i disegni delle cappelle laterali, del cappellone, della cantoria, della cupola, del coro, del porticato, del prospetto, del campanile e dei locali annessi.

Per dare massimo decoro alle funzioni religiose, nel 1716 fu deciso l’acquisto di un organo, che fu momentaneamente pagato con le rendite destinate al mantenimento dei coristi per la recita del divino officio.

Nel 1737 San Lorenzo fu eretta a Collegiata, assumendo un ruolo di maggiore prestigio. Dal 1788 cominciarono i lavori di ristrutturazione della Chiesa, che durarono quasi 15 anni, con varie interruzioni dovute ai soliti problemi economici. Per la fabbriceria fu richiesto il prezioso contributo di tutte le maestranze della città: ingegneri, muratori, stuccatori, pittori, manovali diedero un volto nuovo sia all’interno sia all’esterno della Chiesa.

Nel 1844, con il sorgere del Vescovado a Trapani, San Lorenzo fu eretta Cattedrale, ponendo fine ad una secolare disputa, per il primato, con le chiese di San Nicola e San Pietro.

 Il 29 giugno 1990 è stata inaugurata la nuova cancellata di bronzo e ferro, posta a chiusura delle tre arcate del portico da cui si accede alla Cattedrale, che ha sostituito quella vecchia di legno, ormai logorata e usurata dal tempo.

            Questa nuova struttura, realizzata dallo scultore Ennio Tesei, è architettata su una solida base di ferro, lavorato senza alcuna saldatura, sulla quale sono inseriti dei pannelli di bronzo modellati ad altorilievo, che rappresentano simbologie riconducibili alla liturgia cristiana.

            Dal 1995, sulla base dei nuovi orientamenti emanati dal Concilio Vaticano II, sono iniziati i lavori di ristrutturazione dei luoghi liturgici, voluti da S. Ecc. Mons. Domenico Amoroso, sotto la direzione dell’arch. Carmela Rinaudo.

            L’altare (alta-ara), il ciborio (segno dello Spirito Santo che si posa su Cristo), l’ambone (luogo dal quale viene proclamata la Parola di Dio), il candelabro (dove si pone il cero pasquale), il fonte (dove si celebra il Battesimo), la cattedra (segno del potere magisteriale e pastorale del Vescovo) sono stati realizzati dal maestro Umberto Benini Craparotta e da maestranze trapanesi.

            Il nuovo ambone, in pietra misca, presenta quattro colonne che sorreggono un piano di ca. 5 mq. cui si accede da una scala in massello di pietra giallo paglierino. Sotto il piano è sistemato il fonte battesimale in marmo bianco, posto a cm. 60 dal livello pavimentale, con tre gradini discendenti, simboleggianti la rinascita che il catecumeno effettuerà una volta compiuto il rito della morte e della risurrezione in Cristo. Questo luogo liturgico è completato da un candelabro di marmo bianco alto m. 3, simbolo della “Luce vera”, formato da un tortiglione scanalato con duplice lavorazione.

Su incarico del parroco, Mons. Antonino Adragna, l’arch. Gianfranco Galia ha ristrutturato, negli anni 1985-90, i locali degli Uffici Parrocchiali e della Canonica.

http://www.parrocchie.it/trapani/cattedrale/storia.htm

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