Albergo della Gioventù

E’ nascosto tra la boscaglia; tanti vi passano davanti  e non se ne accorgono . Eppure,  sino a qualche decennio fa, dove c’è oggi un edificio abbandonato e avvolto dalla sterpaglia sorgeva un luogo conosciutissimo ai trapanesi e dal quale si ammirava un incantevole panorama su Trapani e sulle Egadi. Era l’ “ Albergo della Gioventù di Giuseppe Amodeo ”, come campeggiava  sulla facciata di quella bianca costruzione in stile alpino.  La caratteristica sagoma  dell’ “ Ostello da Gioventù “ , come veniva chiamato dai trapanesi ,  si ammirava da lontano. Lo scorgevi dalla caserma Giannettino dove non esistevano i palazzoni di via Manzoni e la zona di Raganzili era davvero aperta campagna. Avevamo una casetta sulle falde di Erice, ci andavamo d’estate per rinfrescarci dalla calura cittadina. L’autobus ( il 2 nero o il 2 rosso ) si fermava davanti alla struttura ospedaliera della “ Villa dei Gerani “ e un po’ più in avanti si percorreva la salita sino alla via Pola , meta delle nostre vacanze semplici d’un tempo. Da lì l’Ostello si scorgeva bene e appena sotto di esso un’altra caratteristica immagine della vita cittadina nel periodo compreso tra gli anni ‘60 e gli ’80 : la gigantesca pubblicità su fondo blu con caratteri bianchi di “ Antonio Scarpitta” rinomato esercizio commerciale cittadino . L’ Ostello era lì, a dominare quella parte di montagna. Lo raggiungevi spesso a piedi , in quegli anni si camminava di più ( non si parlava di footing o trekking ) o con le auto quando nell’ottimo ristorante si organizzavano banchetti nuziali . Salendo la scala di pietra si era subito nella bella veranda con la ringhiera in legno. Nei pressi  passava la funivia, la prima, quella con le cabine color d’argento che s’incontravano in cima al monte. Se invece volgevi lo sguardo ad occidente ecco incantevole panorama con le sagome  di Trapani , delle saline, e delle Egadi !. L’ Albergo della Gioventù era sempre affollato. Si cominciava viaggiare in quell’Italia che viveva il boom economico e dove i giovani , superando il periodo bellico vissuto dai loro genitori, imparavano a conoscere il gusto dello scoprire  posti nuovi  e l’ostello era la soluzione più comoda ed economica ( è ancora così per tanti ragazzi europei..meno per gli italiani ! ) . Poi, come spesso accade nella nostra terra,  l’inedia, il parassitismo, la mancanza d’iniziativa e la miope visione turistica hanno preso il sopravvento e  lentamente l’Albergo della Gioventù …è passato di moda. Negli anni seguenti qualche timido tentativo per  riportarlo in vita ma la sua fine era ormai segnata . Eppure, una struttura del genere, riqualificata e adattata alle moderne esigenze turistiche attirerebbe ancora oggi tanti visitatori . Ma nelle nostre latitudini  la concezione turistica è rimasta quella di  quant’anni fa e alla natura si preferisce il cemento, quello fresco  che offre guadagni e  potere ! E allora lasciamola marcire quella inutile costruzione, lasciamola dimora di topi e rifugio per tossicodipendenti . Del resto  è una casa vecchia e non serve più a nulla. Sinché resteranno coloro che l’hanno visto e vissuto si sentirà talvolta parlare dell’Albergo della Gioventù; poi scenderà la tela dell’ultimo atto sull’ennesimo pezzo di storia di Trapani e questa volta anche di Erice ! Ciao Ostello !

( Beppino Tartaro- EXTRA n.89 )

 

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